Più tardi due film realizzati qualche anno prima di "Malizia", precedentemente messi all'indice dalla severa censura italiana, fanno finalmente la comparsa nei cinema: "Simona" (1974), tratto dal romanzo "Histoire de l'oeil" di Georges Bataille, e le "Malizie di Venere" (1975), originariamente "Venere in pelliccia" (1969), tratto dal romanzo di Leopold von Sacher-Masoch. 

Le capacità interpretative di Laura Antonelli possono essere apprezzate anche in alcuni film di ambientazione decadente o aristocratica, come: "Mio Dio, come sono caduta in basso!" (1974), diretto da Luigi Comencini, "Divina Creatura" (1975), diretto da Giuseppe Patroni Griffi con Terence Stamp e Marcello Mastroianni, e "L'innocente" (1976), opera ultima di Luchino Visconti, tratto dall'omonimo romanzo di Gabriele D'Annunzio.

La carriera dell'attrice istriana prosegue principalmente con la partecipazione a pellicole di genere commerciale, tra cui: "Letti selvaggi" (1979), film ad episodi tutto al femminile diretto da Luigi Zampa, "Mi faccio la barca" (1980), diretto da Sergio Corbucci con Johnny Dorelli, "Casta e pura" (1981), opera terza di Salvatore Samperi con Massimo Ranieri,  e "Viuuulentemente mia" (1982), diretto da Carlo Vanzina con Diego Abatantuono, solo per citarne alcune.

Al tempo stesso, una menzione speciale la merita sicuramente l'intenso ruolo di Clara interpretato in "Passione d'amore" (1981), diretto da Ettore Scola, che consente a Laura Antonelli di aggiudicarsi il premio David di Donatello come "migliore attrice non protagonista".

Poco prima della conclusione della sua carriera, cambiando decisamente registro artistico, l'attrice recita in numerosi film-commedia all'italiana: "Grandi Magazzini" (1986), diretto da Castellano & Pipolo, "Roba da ricchi" (1987) e "Rimini Rimini" (1987), entrambi diretti da Sergio Corbucci.

Uniche eccezioni a questa regola, che spiccano per intensità interpretativa, sono i ruoli della dark lady ne "La gabbia" (1985), diretto da Giuseppe Patroni Griffi, e della vedova matura ne "La Venexiana" (1986), diretto da Mauro Bolognini e basato su una commedia del ‘500 di Anonimo.

L’apprezzabile interpretazione nella farsa "L'Avaro" (1990), liberamente adattata dall'omonima commedia di Molière, fa il paio con la sua performance ne "Il malato immaginario" (1979) e rappresenta il penultimo atto della carriera di Laura Antonelli. Entrambe le farse di Molière sono dirette da Tonino Cervi ed interpretate al fianco di Alberto Sordi.

L'avventura artistica dell’attrice si conclude nel 1991, dopo la sua partecipazione al film "Malizia 2 mila", non prima però di avere preso parte a due mini-serie televisive di grande successo: "Gli indifferenti" (1988), diretta da Mauro Bolognini, e poi ancora "Disperatamente Giulia" (1989), diretta da Enrico Maria Salerno.

Infauste e controverse vicende, che troveranno approdo nelle aule giudiziarie, infine costringono Laura Antonelli ad abbandonare il grande schermo ed il mondo dello spettacolo. Solo di recente, a quasi due decadi di distanza dall'inizio della sua odissea umana e giudiziaria, le questioni legali che hanno visto protagonista Laura Antonelli si sono concluse con sentenze a lei favorevoli. Ulteriori informazioni sull'argomento possono essere reperite su "wikipedia.org" (edizione italiana).

Nell'arco di quasi trenta anni di attività Laura Antonelli ha avuto modo di lavorare con i più affermati registi del panorama cinematografico italiano. Il premio "Alta Fedeltà" spetta di sicuro a Salvatore Samperi, che ha diretto l’attrice in quattro film.

Lo seguono a ruota (in ordine alfabetico): Mauro Bolognini, Tonino Cervi e Sergio Corbucci, con tre direzioni ciascuno, Pasquale Festa Campanile, Giuseppe Patroni Griffi e Dino Risi, con due direzioni a testa. I restanti registi hanno lavorato una sola volta con Laura Antonelli.

Ritiratasi definitivamente dalle scene, Laura Antonelli vive oggi in una amena località balneare della provincia di Roma, lontana dalle luci dei riflettori e dai clamori dello show business, circondata dalle persone a lei più care, che le sono sempre rimaste vicine anche nei momenti più difficili e tormentati della sua esistenza, non facendole mai mancare la propria amicizia ed il proprio affetto.

La sua sfolgorante, ma altresì tortuosa, parabola di stella di prima grandezza del panorama cinematografico italiano ed internazionale si interrompe definitivamente il 22 giugno 2015, in solitudine, nel suo piccolo appartamento di Ladispoli, lontano dal clamore dei media e dalla luce dei riflettori.

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